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PAQ - ta - physico's Blog

  • PAQ al TTV Festival 2010

    Tafuzzy presenta 

    PAQ. BLOCK NOTES 

    progetto video del Collettivo Cracatoa 

    Paq è un musicista giocoso attivo soprattutto in Francia, dove ha pubblicato un disco per l’etichetta Les diks qui sautent e ha partecipato alle compilation Une ode au toy piano (2007) e Music for toys 2 (2009). Il suo ultimo progetto, Block notes, è un taccuino sonoro realizzato per la label giapponese Neguse Group.
    Il neonato collettivo di produzione video e video-arte Cracatoa parte proprio da quest’ultimo progetto musicale, reinterpretandolo con segni (e sogni) digitali. L’incontro tra musica e tecnologia digitale genera un risultato visivo formalmente imprevedibile. 





  • "L'Isola di Cemento" - ASSALTI AL CUORE 2009

    L’isola di cemento

    di James Graham Ballard


    Dany Greggio
    voce recitante

    Paq electro-acoustic live set

    Ootchio live electronics

    Caterina Tonini pianoforte


    “Se si smette di guardare il paesaggio come l’oggetto di un’attività

    umana subito si scopre (sarà una dimenticanza del cartografo, una

    negligenza del politico?) una quantità di spazi indecisi, privi di funzione

    sui quali è difficile posare un nome. Quest’insieme non appartiene né

    al territorio dell’ombra né a quello della luce. Si situa ai margini. Dove

    i boschi si sfrangiano, lungo le strade e i fiumi, nei recessi dimenticati

    dalle coltivazioni, là dove le macchine non passano. Copre superfici di

    dimensioni modeste, disperse, come gli angoli perduti di un campo; vaste

    e unitarie, come le torbiere, le lande e certe aree abbandonate in seguito

    a una dismissione recente. Tra questi frammenti di paesaggio nessuna

    somiglianza di forma. Un solo punto in comune: tutti costituiscono un

    territorio di rifugio per la diversità. Ovunque, altrove, questa è scacciata.

    Questo rende giustificabile raccoglierli sotto un unico termine. Propongo

    Terzo paesaggio, terzo termine di un’analisi che ha raggruppato i principali

    dati osservabili sotto l’ombra da un lato, la luce dall’altro.”

    Gilles Clément


    “La fisionomia allegorica della storia-natura, che il dramma porta sul

    palcoscenico, è realmente presente nella forma della rovina”.

    Walter Benjamin


    “Credo nelle rampe in disuso di Wake Island, che puntano verso il Pacifico

    della nostra immaginazione. (…) Credo nelle mappe, nei diagrammi, nei

    codici, negli scacchi, nei puzzle, negli orari aerei, nelle segnalazioni

    d’aeroporto.”

    James Graham Ballard







    L’isola di cemento è il racconto di un naufragio. Uno spartito-spartitraffico.

    Un discorso ininterrotto. Un rifugio antiaereo abbandonato. Una zona triangolare di incolto.

    concerto-carrellata sui diversi modi di interazione e integrazione tra

    musica elettronica, elettroacustica, pianoforte e voce. Il flusso sonoro –

    soundscape in direzione Tiers paysage – elaborato da Paq e Ootchio

    costituisce il vero continuum narrativo della mise en espace: un

    caleidoscopio di sonorità spezzate, field recording, scaglie dissonanti

    in grado di accogliere e svelare tutta la rilevanza significativa del testo:

    il tessuto ritmico è un lungo sguardo sfuocato e accosta sequenze

    eterogenee, marionette, rovine narrative – nubifragio, delirio, febbre –,

    carillon, Waldszenen, fatali depistaggi. Il pianoforte, nel groviglio di fili

    d’erba, mucchi di pneumatici e trame elettroniche lunari, schiude a scenari

    di semplice intensità e straniante romanticismo. La lettura è eseguita

    “ad alta voce, come un prete che celebri l’eucarestia del proprio corpo”.

    Tutto è attrito, inevitabilmente, in questa indagine-spirale nell’oscurità dei

    significati dell’opera di James Graham Ballard. 

  • Recensione – chronique de Netlabels Revue


     

    free download -> http://lesdiksquisautent.free.fr/catalogue.html

    Comme il est précisé sur le site des disques Diks Qui Sautent, PAQ est un gars d'Italie, un gars de Rimini plus précisément comme il est indiqué sur son Myspace. Pourtant rien n'indique dans sa musique que se gars là est lié à telle ou telle contrée tant celle-ci semble universelle. Une musique foisonnante, pleine de bric-à-brac. On y trouve pêle-mêle, des guitares de toutes sortes, des flûtes, des orgues bontempi, des pots, des marmites… bref, tout est bon chez PAQ pour faire de la musique.
    Véritable caverne musicale d'Ali Baba, cet album de PAQ vaut le détour, offre plein de surprises surtout si on aime la musique faite de manière artisanale, avec trois fois rien, comme peut la faire Pascal Comelade ou Chapi Chapo et les petites musiques de pluie tant aimé ici.

     

    http://netlabelsrevue.blogspot.com

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